lunedì 28 maggio 2018

INTELLIGENZA EMOTIVA: come usarla per il tuo benessere


Intelligenza emotiva, cosa ne dice WIKIPEDIA:
L’intelligenza emotiva è un aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni. L’intelligenza emotiva è stata trattata la prima volta nel 1990 dai professori Peter Salovey e John D. Mayer nel loro articolo “Emotional Intelligence”. Definiscono l’intelligenza emotiva come “La capacità di controllare i sentimenti ed emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse e di utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”. (…)
Tale definizione iniziale è stata poi successivamente aggiornata in quanto appariva imprecisa e priva di un ragionamento sui sentimenti, trattando solo la percezione e la regolazione delle emozioni. È quindi stata definita come segue: “L’intelligenza emotiva coinvolge l’abilità di percepire, valutare ed esprimere un’emozione; l’abilità di accedere ai sentimenti e/o crearli quando facilitano i pensieri; l’abilità di capire l’emozione e la conoscenza emotiva; l’abilità di regolare le emozioni per promuovere la crescita emotiva e intellettuale”.
Il tema dell’intelligenza emotiva è stato successivamente trattato nel 1995 da Daniel Goleman nel libro “Emotional Intelligence” tradotto in italiano nel 1997 “Intelligenza emotiva che cos’è perché può renderci felici”. Grazie a questo libro quindi anche in Italia il tema dell’intelligenza emotiva ha iniziato ad essere utilizzato e studiato sia in ambito psicologico che anche in ambito organizzativo/aziendale.


INTELLIGENZA EMOTIVA, perchè serve svilupparla:

Come ho scritto nel mio E-book gratuito su EFT “Con EFT E SET nel Paese della Consapevolezza”:
“A volte pensiamo che le nostre emozioni siano sbagliate… o peggio, proprio perché proviamo una certa emozione pensiamo di essere noi “sbagliati”.
Quante volte abbiamo provato rabbia, dolore, o altre emozioni, abbiamo reagito in conseguenza a ciò che sentivamo e poi ci saremmo tirati una martellata sul piede perché magari il solo fatto di provare quella emozione non ci ha fatto comportare come avremmo voluto…?
NON ESISTONO EMOZIONI GIUSTE ED EMOZIONI SBAGLIATE.
NON ESISTONO EMOZIONI BUONE ED EMOZIONI CATTIVE.
ESISTONO PERÒ EMOZIONI ADEGUATE ED EMOZIONI INADEGUATE.
(sia le Iper (eccessive) che le Ipo (quasi inesistenti) reazioni sono inadeguate).
MA NON È MAI L’EMOZIONE CHE DOBBIAMO “ATTACCARE”.
L’EMOZIONE È UNA MESSAGGERA, UN AMBASCIATORE, E SOPPRIMERE L’AMBASCIATORE SIGNIFICA SOLO NON RIUSCIRE A SCOPRIRE QUALE ERA IL MESSAGGIO PER NOI.
(…)
Le emozioni adeguate sono sempre frutto del nostro essere radicati nel momento presente, del vivere esattamente nel fluire della nostra vita, cioè nel QUI ed ORA.
Le emozioni inadeguate sono frutto di tracce di memoria che ci sono rimaste appiccicate addosso dal passato o di proiezioni (fantasie) sul nostro futuro (quasi sempre influenzate/create sulla base di esperienze passate).
(…)
La cosa più utile, a mio avviso, quando si prova un’emozione che “ci disturba”, è chiedersi
CHE COSA MI STA DICENDO DI ME (OGGI)?”
Imparare ad ascoltare e a gestire le nostre emozioni, accorgendoci della differenza fra una emozione adeguata a ciò che stiamo vivendo, a ciò che è davanti a noi in un determinato momento, e una emozione che è frutto dei nostri film mentali, produzioni di un vissuto non elaborato, è una componente fondamentale del diventare persone adulte, in grado di far ricorso a tutte le proprie risorse, e restare in comunicazione con il proprio Sè superiore.


INTELLIGENZA EMOTIVA: come distinguere le emozioni adeguate da quelle inadeguate?

Una esperienza emotiva si articola in tre fasi:
EVENTO
PENSIERO
REAZIONE EMOTIVA – COMPORTAMENTALE
Un evento funge da attivatore.
Per ciascun evento si attiva in noi un dialogo interiore.
Proviamo una emozione.
Se accade un evento negativo, come un lutto, provare emozioni come tristezza, dolore, e in uno stadio iniziale perfino rabbia, è assolutamente normale e fisiologico.
Quando però proviamo delle emozioni spiacevoli troppo intense; prolungate nel tempo; in modo disgiuto da qualunque evento esterno; oppure in relazione ad eventi esterni molto lontati nel passato; o ancora come conseguenza di immagini “mentali” di come potremmo finire per vivere nuove esperienze negative nel futuro, ciò è dovuto al fatto che siamo probabilmente preda di pensieri irrazionali.
Modificando il tipo di pensiero che formuliamo è possibile intevenire sulle nostre emozioni.


INTELLIGENZA EMOTIVA: come cambiare pensieri per cambiare le nostre emozioni

Affrontiamo praticamente il caso in cui una emozione che state vivendo vi porta a soffrire intensamente:
1- focalizza nel dettaglio l’emozione o le emozioni che provi
2- focalizza come questa emozione influisce sul tuo corpo, cosa vivi, quali reazioni stai avendo?
3- chiediti chi o che cosa ti procura questa emozione?
4- chiediti che cosa pensi di questa persona – cosa – situazione – evento – ricordo ecc. ecc.
5- Inizia a stimolare il tuo sistema energetico. 
6- Utilizza la frase seguente:
RILASCIO OGNI ATTACCAMENTO EMOTIVO A ……pensiero…
Esempio:
a. emozione RABBIA
b. sento un crampo nello stomaco
c. provo rabbia perchè ho litigato con una amica e non mi ha dato ragione
d. penso che avevo ragione io
e. STIMOLA IL SISTEMA ENERGETICO
f. RILASCIO OGNI ATTACCAMENTO EMOTIVO ALL’IDEA CHE AVEVO RAGIONE IO
g. respira, rilassati e valuta cosa cambia e cosa emerge
h. eventualmente ripeti la frase su ogni cosa che è emersa


Buon lavoro

Virna e Laura

lunedì 14 maggio 2018

Eft e la fretta del lavoro su di sè



EFT e la fretta del lavoro su di sè è un titolo accattivante da sviluppare, per chi, come me, ha vissuto una vita di fretta, convinta che perdere tempo fosse peggio che perdere un organo.

Ma una delle più grandi sfide, quando si tratta di Eft e lavoro su di sè, è proprio la fretta.
Spesso le persone arrivano alle tecniche energetiche come se fossero il primo porto sicuro dopo un viaggio periglioso, sofferto, e per molti dolorosissimo.
Il primo impatto è quasi per tutti positivo, sorprendente: stimolando il proprio sistema energetico si avvertono cambiamenti immediati.
E lì comincia il problema: molti si lasciano affascinare dall’idea che si possa avere tutto e subito, a volte accompagnata dalla fantasia che per fare il lavoro su di sè non serva scavare nel passato o portare a galla ricordi e vissuti dolorosi.




Certo EFT è un’arte, non smetterò mai di ripeterlo, e ognuno può interpretarla a modo suo, ovviamente.
Inoltre EFT è un insieme di tecniche energetiche, quindi non ha assolutamente la pretesa di sostituirsi alla medicina ufficiale, e in caso di patologie non può in alcun modo essere intesa in alternativa al parere del medico curante, dello psicoterapeuta o dello specialista.
Tuttavia, quando parliamo di EFT e delle tecniche sorelle da essa derivate parliamo di emozioni, di energia, di blocchi energetici dovuti ad eventi non elaborati e se è vero che ognuno ha il suo percorso e un diverso viaggio da fare, anche quando si parla di lavoro su di sè, è altrattanto vero che non rende assolutamente onore a EFT nella sua moderna accezione pensare che sia una bacchetta magica che può far sparire le nostri emozioni dolorose in un battibaleno e senza alcuna fatica da parte nostra.

Prendere per buona questa idea ci mette in un campo di aspettative irrealistiche che nella maggior parte dei casi finisce per farci abbandonare l’uso delle tecniche energetiche e di eft in particolare dicendo “tanto con me non funziona”.
La verità comunque è che per fare del vero e serio lavoro su di sè sono richiesti la disponibilità a crescere in autoconsapevolezza e responsabilità, la costanza di praticare la tecnica o il sistema che abbiamo scelto per un congruo periodo di tempo e l’umiltà di chiedere aiuto quando e se dovesse servire.
Anche quando stiamo già facendo un percorso di crescita personale, poi, può capitare il caso che ci troviamo per le mani una problematica e desideriamo ottenere “subito” dei miglioramenti, così, se questo non capita, possiamo ritrovarci in uno stato di delusione, rabbia e disperazione che rischiano di portarci fuori strada anziché agevolare una soluzione.

Perciò, prima di iniziare un lavoro con le tecniche energetiche o con eft, o se ti senti in stallo con il tuo lavoro su di te, o se hai la netta impressione che non otterrai mai dei risultati la prima cosa che ti consiglio di fare è un giro di eft proprio su come ti senti, sulle tue aspettative sui risultati e sulle tue convizioni su ciò che il lavoro su di te di dovrebbe portare, come e in quanto tempo.

Questo libera il campo per nuovi sviluppi, anche alcuni che non ti aspetteresti mai...



Se hai dubbi, domande o perplessità non esitare a scriverci.


Virna e Laura

lunedì 30 aprile 2018

CAMBIARE LE CONVINZIONI NEGATIVE

Una delle cose davvero importanti per ottenere un cambiamento è focalizzare ed eventualmente cambiare ciò che pensi di te stesso per vivere la vita dei sogni.
Le nostre emozioni sono influenzate dai nostri pensieri e spesso i pensieri irrazionali possono portare a vivere emozioni molto dolorose e prolungate nel tempo.
Oggi voglio proporti un semplicissimo processo in tre passi per cambiare le convinzioni negative.


CAMBIARE LE CONVINZIONI NEGATIVE: PUNTO UNO IDENTIFICARLE

Ho letto di recente una storiella che fa sorridere sul tema delle convinzioni e di quanto sia difficile cambiarle:
“Abraham Maslow, il leggendario psicologo, raccontava questa storia sulla forza delle convinzioni:
C’era un paziente che non aveva nessun riguardo per se stesso perché pensava di essere un cadavere; il suo psichiatra gli dedicò molte sedute per convincerlo del contrario. Finalmente, un giorno, lo psichiatra gli chiese se i cadaveri sanguinavano.
Il paziente non ebbe esitazioni: “i cadaveri non sanguinano – dichiarò – tutte le loro funzioni corporee sono cessate. Lo psichiatra allora persuase il paziente a partecipare ad un esperimento in base al quale gli avrebbe punto la mano con un ago per vedere se sanguinava. Ovviamente, non appena l’ago bucò la pelle, il sangue cominciò a uscire.
Con uno sguardo di sorpresa il paziente disse “Che mi venga un colpo… i cadaveri sanguinano.
La storia è carina, non trovi?
Può darsi che a volte sia capitato anche a te, se ci ripensi, di essere talmente convinto di qualcosa da non volerne sapere di cambiare idea…
Può darsi anche che questo non sempre ti abbia portato dei vantaggi. La verità è che le tue convinzioni riguardo il mondo determinano come lo percepisci e come in esso agisci.
Secondo lo sciamanesimo hawaiano “il mondo è esattamente come noi pensiamo che sia”, quindi i tuoi pensieri/convinzioni determinano la tua realtà.

Ciò in cui credi influenza la tua esperienza, molto più degli eventi che si manifestano. Ciò in cui credi influenza il tuo successo, i tuoi rapporti con gli altri, la tua felicità e perfino la tua salute. Più convinzioni negative hai più questi aspetti della tua vita possono essere compromessi.
Adesso ti chiedo di identificare una situazione che ritieni problematica e poi scrivere tutte le convinzioni che hai su questa situazione. Identificare le convinzioni è il primo passo per poterle cambiare.

CAMBIARE LE CONVINZIONI NEGATIVE: PUNTO DUE MUTARE LA PROPRIA PROSPETTIVA

Di fronte ad ogni convinzione che hai scritto ti suggerisco di farti le seguenti domande che vengono dal lavoro di Byron Katie
1. E’ vero?
2. Quanto è vero in percentuale?
3. Come ti influenza questa convinzione?
4. Chi saresti senza questa convinzione?
5. Quanto ti senti sicuro, felice, in armonia quando pensi a questa convinzione?

CAMBIARE LE CONVINZIONI NEGATIVE: PUNTO TRE – RILASCIARE L’ATTACCAMENTO ALLE CONVINZIONI

Inizia a stimolare il tuo sistema energetico.


1- focalizza nel dettaglio la convinzione che ti aggancia e l’emozione o le emozioni che provi
2- focalizza come questa emozione influisce sul tuo corpo, cosa vivi, quali reazioni stai avendo?
3- Utilizza la frase seguente:
RILASCIO OGNI ATTACCAMENTO EMOTIVO A ……la convinzione…
poi ...l'emozione
poi ... 
RIPRISTINO IL CORRETTO FLUSSO DI ENERGIA nel punto del corpo dove hai percepito la sensazione fisica
Esempio:
a. provo rabbia perchè ho litigato con una amica e non mi ha dato ragione
b. penso che nessuno mi da mai ragione (CONVINZIONE)
c. emozione RABBIA
d. sento un crampo nello stomaco
e. RILASCIO OGNI ATTACCAMENTO EMOTIVO ALL’IDEA CHE NESSUNO MI DA MAI RAGIONE
RILASCIO OGNI ATTACCAMENTO EMOTIVO ALLA EMOZIONE DELLA RABBIA
RIPRISTINO IL CORRETTO FLUSSO DI ENERGIA NEL MIO STOMACO
f. respira, rilassati e valuta cosa cambia e cosa emerge
g. eventualmente ripeti la frase su ogni cosa che è emersa

Speriamo che questo articolo ti sia piaciuto.
Se hai domande o condivisioni non esitare a scriverci.

Virna e Laura.


lunedì 23 aprile 2018

Tecniche Energetiche : funzionano sempre?




 
Ognuno di noi sta percorrendo il proprio Sentiero che è Unico e Speciale: fatto di personali esperienze, dinamiche, prove, retaggi familiari, ostacoli, scelte…
Questi sentieri possono incontrarsi, magari percorrendo un tratto insieme, ma il Sentiero rimane sempre personale: ognuno il proprio. 
Possiamo osservare il Sentiero dell’altro, scambiare preziose informazioni , confrontarci sulle esperienze, condividere gli strumenti che abbiamo acquisito senza scordarci che per avanzare dobbiamo percorrere passo dopo passo il nostro. 
Nessuno potrà far funzionare una tecnica per te o al posto tuo: solo tu puoi farlo se questa è la tua vera Intenzione.  

(Laura)


lunedì 16 aprile 2018

IL FLUSSO DELLA RICCHEZZA: EFT PER IL DENARO

Per molte persone il rapporto con il denaro è davvero complicato. Alcuni addirittura preferirebbero parlare dei loro gusti sessuali piuttosto che raccontarti del loro rapporto con la ricchezza.
Altri, se facessi un sondaggio, ti direbbero senza mezzi termini che il loro rapporto con il denaro sembra quasi una maledizione.
C’è chi guadagna troppo poco, chi spende troppo, chi ha troppi soldi, e chi solo all’idea di averne di più si sente male.
Diverse sono le tipologie di “problemi”, ma un filo conduttore li lega: pensare ai soldi e al proprio rapporto con il denaro fa venire l’ansia.



Occupandoci in questa occasione del caso più frequente che ho incontrato, cioè della categoria di chi non ha abbastanza denaro, mi sento di parafrasare un famoso libro di Douglas e Heer, e se i soldi non fossero il problema, perchè il problema a qualche livello è dentro di te?


La verità è che nell’universo tutto è energia, anche il denaro è energia.
La domanda allora è “che cosa blocca il fluire del denaro nella mia vita?”

E’ possibile lavorare con le tecniche energetiche su più fronti per cambiare le cose.

La prima strategia è lavorare con EFT sui ricordi: annota tutti gli episodi legati al denaro che ti salgono alla mente, puoi anche scrivere quanto disagio ti procura pensare a ogni episodio su una scala da 0 a 10, e poi applica il tapping ad ogni ricordo.
Puoi anche focalizzare come le figure di riferimento della tua infanzia si rapportavano al denaro. Che rapporto aveva con il denaro tua madre, e tuo padre, e gli altri membri della famiglia? Anche qui è importante applicare abbondate picchiettamento su tutto quello che emerge.


La seconda strategia consiste nel andare a lavorare sulle convinzioni: che cosa pensi del denaro? E dei ricchi? E che cosa pensi della ricchezza?
Come sempre puoi prendere appunti e fare tanti giri di eft quante sono le convinzioni che emergono.


La terza e ultima strategia consiste nel lavorare sulle idee future, o fantasie. Per fare un esempio qualcuno potrebbe avere la fantasia che se diventa ricco sarà rapinato. Appunta tutto ciò che pensi che succederebbe se ti concedessi di avere più ricchezza nella tua vita e applica dei giri di tapping anche a queste idee sul futuro.
Un trucco che ho imparato è che a volte anche le fantasie positive possono fungere da blocco. 
Pertanto puoi applicare qualche giro di eft anche alle fantasie positive, come per esempio cosa potresti fare se fossi ricco. Questo capita perchè a volte si può finire per dare più energia al “sogno” di come sarebbe bella la vita se solo stessi meglio, e in quel caso sarà difficile vivere nel presente e riuscire a intravedere anche le opportunità che potrebbero manifestarsi.



Vuoi lavorare con noi per sbloccare il flusso della ricchezza nella tua vita?
Allora approfitta di questo evento in partenza l'8 maggio.
I posti sono limitati.
https://www.facebook.com/events/194901994621705/

lunedì 9 aprile 2018

Esplora il tuo spazio personale





Riconoscere il proprio spazio. 

Riconoscere il proprio spazio personale è un grande dono che possiamo fare a noi stessi ed all’intera comunità. 
Riconoscere i propri confini, saperli osservare, imparare a starci,  rispettarli e modificarli quando la situazione lo richiede  è fondamentale nella vita di un uomo quanto bere, nutrirsi  e amare. 
Lo spazio personale non puoi toccarlo o vederlo ma esistono segni che ci aiutano a percepirlo e riconoscerlo.


La prossemica 

Il termine Spazio Personale è parte integrante della Prossemica , termine coniato dall’antropologo Edward T. Hall: la  disciplina semiologica  che studia i gesti,  il comportamento, lo spazio e le distanze all'interno di una comunicazione ,  sia verbale sia non verbale e come noi li percepiamo.
Lo spazio prossemico  è soggettivo, dipende quindi  dalla propria cultura, educazione ed esperienze personali.
Lo spazio tra noi e gli altri non è mai una zona neutra ed il  messaggio  trasmesso, a seconda di come ci disponiamo nello spazio, viene rilevato sia dagli altri che da noi stessi , spesso a livello inconscio. 

Per comprendere meglio lo spazio personale, l’antropologo americano suggerisce di immaginare l’uomo inserito in una serie di “campi” che si espandono e contraggono fornendo , ricevendo e quindi scambiando  informazioni di vario genere.




Se sei un visivo come me , potrà essere utile questa  immagine in cui  i cerchi  che si formano  sono le zone definite da Hall : intima, personale, sociale e pubblica.

Chi lavora nella comunicazione o chi opera nel settore del benessere personale, sa quanto è   prezioso e fondamentale  riconoscere, quindi rispettare,  la bolla prossemica dell’altro.
A mio parere sarebbe uno degli insegnamenti  che andrebbero imparati insieme alle tabelline, risolverebbe un sacco di problemi relazionali semplificando la comunicazione in tutti i suoi aspetti:  
  • verbale: cioè ciò  che si dice o si scrive , quindi la scelta delle parole; 
  • non verbale: tutto quello che si trasmette attraverso la  postura, i movimenti, la posizione occupata nello spazio e gli aspetti estetici , il modo di vestire mentre  nella scrittura, per esempio se il brano è scritto a mano o al computer, la calligrafia o il font utilizzati;
  • para verbale : il modo  in cui qualcosa viene comunicato : tono,  velocità,  timbro,  volume, ecc. della voce; punteggiatura nello scritto.
Come le tartarughe indossano il loro guscio casetta 24 ore al giorno, così noi siamo al centro del nostro spazio ovunque andiamo e in ogni istante - anche quando dormiamo!!  - e ci portiamo DENTRO  un sacco di cose: emozioni, convinzioni ,  stati d’animo, esperienze , progetti, ricordi, desideri, sogni , speranze … insomma c’è  davvero uno Spazio all’interno dello spazio


Lo spazio sacro

Lo spazio personale  è uno spazio unico e sacro che va rispettato. 
Uno spazio che non solo porta tutte le informazioni che ci riguardano ma  incessantemente  scambia informazioni con quello di altre persone.

Quando si dice rispettare lo spazio  non ci si riferisce solo alla distanza fisica fra due o più persone, anche lasciare che la persona esprima le proprie opinioni  senza bisogno di  imporre le nostre convinzioni è incluso nel suo significato. 
Mi viene in mente il rapporto fra genitori e figli e a  quante volte noi genitori tendiamo ad imporre le nostre certezze,  credenze, paure camuffandole  con “lo dico per il tuo bene”, sottovalutando così il bisogno primario del bambino o adolescente  che è proprio esprimere e comunicare la  personale opinione come naturale processo di crescita. 
Abbiamo mai pensato che in questo modo egli stia delineando il suo spazio personale? 


Esercitiamoci

Adesso ti chiedo di immaginare qualcosa di fantascientifico . 
Prova a vedere, utilizzando  un paio di occhiali a raggi X (invisibili ovviamente), la marea di informazioni che vengono scambiate quando due persone si incontrano o si scrivono. 

Ora pensa  se uno dei due non rispettasse  lo spazio personale dell’altro, magari avvicinandosi troppo o toccandogli la spalla senza motivo,  oppure  scrivendogli una parola sgradevole cosa potrebbe accadere? A chi non è mai capitato di leggere un commento fuori luogo sulla propria bacheca social per fare un esempio .

Cosa potrebbe scatenarsi? 
Fulmini e saette ?
La fastidiosa  percezione di invasione? 
Chiusura o semplicemente il caos? 

Proviamo ad osservare da un altro punto di vista: ho delle domande per te e magari non ti piaceranno come non sono piaciute a me quando me le sono poste la prima volta. 
Puoi proseguire  oppure fermarti qui , scegli liberamente : non è certo mia intenzione invadere il tuo spazio.

Se fossi io a non riconoscere cosa  che c’è dentro il MIO  spazio personale? 
Se fossi io stessa/o a non rispettare il mio spazio personale? 
Se fossi io a non saper delinearne  i confini?

Come posso affermare di riconoscere, rispettare lo spazio altrui, se non conosco neanche il mio? 
Quale informazione sto trasmettendo all’altro?
Riesco a riconoscere se  l’informazione appartiene al mio spazio oppure a quello di altri? 


Prenditi tutto il tempo necessario per osservare cosa accade leggendo queste domande. 
Non è necessario una risposta , anche perché probabilmente la prima sarebbe mentale  così come è stata la mia. 
Rileggile se vuoi e resta in ascolto nelle prossime ore. Accetta tutto ciò che emerge: può essere un’esperienza trasformativa scoprire, accogliere ciò che ti appartiene e permetterti di stare nel tuo spazio. 

Con l’intenzione e la pratica non sarà difficile esplorare e osservare il proprio spazio personale e credimi ti accorgerai ben presto di quanto sia semplice. 



Per quanto riguarda la mia esperienza, trovo molto utile praticare un esercizio di presenza mentale per osservare la mia sfera o spazio personale.
Quando emerge qualcosa di che considero pesante,  elaboro con le tecniche energetiche o con l’aiuto di colleghi. Questo mi permette  di riconoscere , accettare ,  rispettare il mio spazio  e alleggerirlo da informazioni che al momento non sono utili al mio sviluppo armonico e ridefinire i confini.  
Ognuno può trovare i propri strumenti (ce ne sono diversi e per ogni gusto) l’importante è cominciare da se stessi e poi procedere verso l’esterno. 

Se io mi occupo degli altri senza aver fatto un lavoro su di me , non farò altro che trasmettere il contagio delle mie ossessioni 
Merton  
… che ovviamente possono manifestarsi in carne ed ossa nel proprio spazio personale !!!


Recitando il ruolo  di genitori, educatori, amici, operatori olisitici o di luce e sospinti da una irrefrenabile voglia di aiutare e sostenere l’altro (tutti un po' con la sindrome del Salvatore, dimenticandoci che la triade è formata anche da Carnefice e Vittima),  ci  dimentichiamo spesso di rispettare lo spazio altrui e soprattutto domandarci prima di ogni altra cosa : 
come sto "entrando" nello spazio dell'altro? 
che tipo di informazione sto portando nello  spazio altrui?



Buona esplorazione ! 


Laura & Virna





lunedì 26 marzo 2018

SCOPRI IL MEDITATORE CHE C'è IN TE



ll meditatore: colui che medita.

Fra i diversi stati di coscienza, quello del meditatore chissà perché viene spesso ricondotto ad immagini  di schernimento eppure è da secoli che  la  meditazione viene applicata ed utilizzata, basti pensare alle religioni , per esempio nel Cristianesimo prende  il nome di preghiera interiore.
Esistono diverse tecniche di meditazione (dal latino  meditatio, riflessione) ed è una pratica pratica volta all’auto-osservazione e quindi all’auto-realizzazione. Tutti possono trarre eguale beneficio dagli esercizi di  meditazione che possono essere praticati da chiunque in qualsiasi luogo ed in ogni momento.
E’ interessante osservare quanto più semplice sia identificarci per esempio nel nostro bambino interiore , spesso  in preda al panico e bisognoso di attenzioni,  piuttosto che riconoscere ciò che è lì da sempre e ci permetterebbe  di auto osservarci  attraverso la meditazione  da osservatori del mondo esterno diventiamo osservatori di noi stessi .
Un po’ lo stesso trattamento che dedichiamo al respiro insomma: non ne riconosciamo l’importanza fino a che non accade quel qualcosa che ci aiuta a riscoprire l’essenzialità dell’atto che ci tiene in vita (e non è certo un caso che la respirazione sia una parte fondamentale nell’esercizio di meditazione).
Sono molti gli studi scientifici pubblicati in cui viene spiegato  come e perché la meditazione , oltre a migliorare le condizioni di vita attenuando stress , fatica, rabbia eccetera ,  rinforza il nostro sistema immunitario e modifica le connessioni nervose del nostro cervello, dati confermati mediante risonanza magnetica funzionale .
Uno dei benefici della meditazione è il seguente  : meditare  significa diventare CONSAPEVOLI di questa realtà e tenerne conto , la disponibilità ad accettare la realtà e a collaborare con essa , anziché combatterla.
Se senti la necessità di informarti, grazie ad internet troverai molte informazioni attendibili che confermano quello che ho descritto; se invece, anche tu come me, preferisci “toccare con mano”, allora SPERIMENTA TU STESSO: nel prossimo paragrafo troverai 2 esercizi di meditazione.

Meditazioni: esercizi pratici.

Nei seguenti video presento  due meditazioni  utili per imparare a COLTIVARE IL PROPRIO SPAZIO: una delle esperienze più gioiose che possiamo regalarci è infatti  scoprire questo spazio che appartiene ad ognuno di noi , da sempre.
I link allegati apriranno la pagina You Tube di Armoniaemozionale,  non è un errore. Stiamo creando nuovi video che verranno pubblicati sul canale di Harmonia11, per il momento utilizziamo le risorse che abbiamo creato tempo fa ,  in sintonia con il progetto Harmonia11
  • Coltivare il testimone.

In  questo esercizio attraverso la respirazione impariamo ad abbandonare il BISOGNO di  CONTROLLO e a posizionarci come  semplici e osservatori, TESTIMONI di noi stessi senza giudizio. Questa meditazione ci insegna  anche a  lasciar fluire la mente con i suoi pensieri  e accogliere ciò che emerge senza interferire.
  • Ritornare alla pancia.

In questo video presento  una breve meditazione per TROVARE IL NOSTRO SPAZIO in cui è possibile  contenere tutte le sensazioni e osservarle.  Riscoprire questo spazio significa concederci  la possibilità di utilizzarlo per il nostro benessere, ritrovare equilibrio, fermezza, calma,  e così procedere in armonia nella nostra vita.
Link :
Se vuoi approfondire l'argomento della meditazione, ti suggerisco questo articolo di Corrado Pensa http://zeninthecity.org/letture/autori-vari/corrado-pensa-istruzioni-per-disporsi-consapevolezza/

"Allora: inspirare sapendo di inspirare, espirare sapendo di espirare. Nulla di più, nulla di meno. Più questo ritmo corpo­mente è semplice e innocente, più aiutiamo la consapevolezza a emergere. Quanto più, al contrario, ci agitiamo, tanto più ci allontaniamo dalla consapevolezza..."

Buona respirazione ,
Laura & Virna
SGSA

*Noi non siamo psicologi ne psicoterapeuti, quindi se ritenete di avere necessità di una figura professionale, rivolgetevi ad essa. I percorsi che proponiamo sono percorsi di crescita, aperti a tutti coloro desiderino migliorare la propria vita.